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Quattro passi per l'Oriente

Roma (RM) - 19 dic 2009 / 14 mar 2010

La mostra Quattro passi per l'Oriente un'esauriente esposizione di numerose calzature provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale d'Arte Orientale, del Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" e della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini che offre un ampio panorama piuttosto esaustivo di questo accessorio d'abbigliamento, che nei diversi paesi, dalla Siria al Giappone, rispecchia, oltre al gusto, anche le tradizioni culturali e religiose.

Particolarmente importante un pregiato paio di zoccoli qabqab in legno con intarsi di madreperla, alti ca 20 cm. Indossati dalle donne ottomane nell'himmam, i qabqab con i loro sostegni mantenevano i piedi puliti e distanti dal pavimento molto caldo.
All'inizio del XV secolo la moda di pianelle alte si diffuse anche in Europa in particolare in Francia (chopines) e in Italia (borzacchini, calcagnini). Per il mondo mediorientale sono inoltre presentate alcune babbucce (persiano papush, arabo babush: "copripiedi"), il tipo di scarpa più diffuso nei paesi islamici.

Tra le calzature di origine indiana sono da segnalare le paduka (sancrito padaka = piccolo piede) le cui origini risalgono al III millenio a.C., che vengono indossate soprattutto dai maestri spirituali, sono costituite da una suola in legno su cui è fissato un perno, che esercita una pressione giudicata in grado, secondo la riflessologia plantare, di agevolare il mantenimento del voto di castità, numerosi gli esempi di mojari, pianelle spesso impreziosite da ricami caratterizzate dalla punta ricurva.

Caratteristici del Tibet gli stivali in lana dall'identica sagomatura per entrambi i piedi.

Di notevole interesse le calzature cinesi per i piedi fasciati, l'usanza di fasciare i piedi sembra risalire al X secolo d.C. quando le danzatrici di corte, per esibirsi su podi a forma di fiore di loto, si stringevano i piedi con bende di seta.
I primi ritrovamenti di scarpe piccole in alcune tombe principesche, risalgono al XII secolo, successivamente la pratica della fasciatura si diffuse anche tra i ceti meno agiati della popolazione. A partire dai 5-7 anni, i piedi delle bambine venivano bendati in modo costante e progressivo con una striscia di stoffa per impedirne la crescita e modificarne la forma, l'usanza fu definitivamente messa al bando agli inizi del XX secolo, parallelamente al tramonto dell'impero cinese.

Alla mostra è collegato il progetto didattico "1000 cenerentole + la tua": dove, nel corso di laboratori didattici si racconteranno alcune delle numerose versioni (cinese, araba, tibetana, giapponese) della nota favola di Cenerentola che sarà il filo conduttore per scoprire dove e come vivono i popoli citati nella fiaba.

Data Inizio: 19 dicembre 2009
Data Fine: 14 marzo 2010
Luogo: Roma, Museo Nazionale d'Arte Orientale

Fonte: Beni Culturali





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